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...PeRDuTa iN cOnCEnTRiCHe DeLuCiDaZioNi...

...PaRoLe SoLTaNTo PaRoLe... di iERi oGGi e DoMaNi...

Vanished .

Occupation
Location
Interests
Sono la timida lacrima sul bordo di una timida bocca. Sono il rossore di una gota.
Sono una contraddizione. Sono il luccichio del Sole sull’acqua. Sono un colore indefinito. Sono un’onda che non può non infrangersi. Sono l’ultimo petalo di una margherita violata. Sono una nota musicale che non sta sulle righe del pentagramma.
Sono una sinestesia. Sono una morbida allitterazione. Sono una bolla d’aria che si forma sotto la lingua…

http://www.myspace.com/musica_e_cultura

Parole In Versi...

Bisogna sempre essere ubriachi

Bisogna essere sempre ubriachi.
Tutto sta in questo: E' l'unico problema.
Per non sentire l'orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spalle
e vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriacate senza tregua.
Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull'erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all'onda alla stella all'uccello all'orologio,
a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta
a tutto ciò che parla, domandate che ora E';
Ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno
"E' l'ora di ubriacarsi !"
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.
 

Charles Baudelaire

PaRoLe...in MuSiCa!

 

Qualcuno dice che...

S c o r r e.
Tutto scorre
in tempo immoto
alla sua f i n e:
l'indizio
di un principio
senza un fine?
 
C a  m b ia
quel che scorre
in tempo immoto
alla sua fine:
ma non cambia
quel principio
S e n z a Un F i n e.
 
Sai, per quanto bello sia, soffrire di un'idea di Te che non c'è più, è controproducente, è come piangere per niente, eppure questa è la poesia.

Vi Veri Veniversum Vivus Vici...

Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l'unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio… All'interno di quel centimetro siamo liberi.
Morirò qui… tutto di me finirà… tutto… tranne quell'ultimo centimetro… un centimetro… è piccolo, ed è fragile, ma è l'unica cosa al mondo che valga la pena di avere.
Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino…
Spero che chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche se non riderò, e non piangerò con te, e non ti bacerò, mai… io ti amo, dal più profondo del cuore… Io ti amo.
Valerie.

We'reWords

 
Ci guardammo e ci ascoltammo: silenzi e parole a corredo del testo della seduzione e il suono segreto delle brame a musicare la scena. Poi finalmente un dì ti presi fra le mani e le tue foglie si adagiarono sui miei palmi, ma il soffio della vita e il suo schiaffo ti fecero presto volare via...
 
 
 
Mi dispiace veramente
che sono ancora qui a parlare di noi
ma è il mio modo di espiare
colpe a cui non sono date
a l t e r n a t i v e
v a l i d e...
 
 
 
È stato un solco
tracciato all’improvviso
SENZA certezze,
SENZA prudenza
nell’ annusarci
d’istinto e di stupore,
in un crescendo
che aveva dell’ irregolare.
Forse l’attesa
ci ha visto troppo soli,
forse nel mondo
non sapevamo stare
c o sì  di s t a n t i .. . .
ad aspettarci ancora.

Eravamo gli ostaggi di un amore
che esplodeva ruvido. .
di istinto e sudore.

È stato un lampo
esploso in un secondo
a illuminarti in un riflesso,
quando temevi
tutta la luce intera,
l’iridescenza
della tr i s t e z za ...

Parole... di Oggi

.:SCOPO COI GIORNI A VENIRE

MA NON VENGO MAI:.

passaparola
 

Parole... svanite

La Vita è Altrove
 
°°
 
 
°°
 
 
 
Non C'è più volontà
Nel ritornare Leali..
Come quando eravamo Bambini,
Ti giuro...
Io sono ancora uguale...
 
 
 
 
STOP RAZZISMO!
June 17

bugie decise e indossate con tanta grazia da non farmi sentire nuda.

tu mi manchi molto
ogni ora di più
la tua assenza
è un assedio
e io ti chiedo
UNA TREGUA
prima dell'attacco finale...

...perché un cuore giace inerte
rossastro sulla strada
e un gatto se lo mangia
tra gente che mi sveglia e non dice niente
ma non sono io
sarà qualcun'altro...


 
June 05

Diaframma...


 
May 20

e il tuo non-compleanno

ridi roma
sorridi amore :)

May 17

una donna che parla in fretta


 
April 30

è tornato un sole strano che fa resuscitare le zanzare. E ricominciare le allergie.

e se l'abbandono non fosse solo il titolo di un libro di tondelli
ora in qualche modo tecnologico ci abbracciavamo appoggiando la fronte sullo schermo del computer.
April 25

Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Indifferenti
Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani (1)". Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.
I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Antonio Gramsci


April 15

gilbertocentidocet

(quando veniva Tristezza - d'estate o nell'ombra umida invernale. quando la stanza era il carcere. la cancrena. e tu a dibatterti. a non voler capitolare nel rendiconto tratteggiato dell'ultima luce. dell'ultima. quando sedevi alla scrivania. attorno colori di frutta e musica triste per sorreggere quel lusso miserabile - quell'umiliante necessità d'evadere, e nessuna uscita tranne quella che dava sulla via. la strada - con la sua vitalità al tramonto - quand'è sera e il mondo va a casa. a consegnarsi - in galera. e ti raggiungeva)


April 13

Se questo è un giornalista

Se questo è un giornalista


Se questo è un giornalista, il cui unico scopo è quello di alzare l'auditel de “La morte in diretta”, il nuovo quiz televisivo da lui condotto.

Se questo è un giornalista, presentatore esclusivo di drammi e tragedie quotidiane.

Se questo è un giornalista, direttore di gran fama di funebri telenovele e serie televisive al limite dell'orrido.

Se questo è un giornalista, che impugna l'assenza di pudore e infierisce sulle ferite delle vittime delle disgrazie. Altrui.

Se questo è un giornalista, amante del lutto cittadino, scommettitore di vite umane, venditore di sofferenze a basso costo.

Se questo è un giornalista, a cui non importa la verità del fatto, a cui importano solo lacrime a dirotto.

Se questo è un giornalista, che mette in primo piano stagioni di necrologi, ritrasmessi a distanza di pochi mesi tra loro.

Se questo è un giornalista, amante dello svilimento delle più dolorose realtà, attaccato a soldi e fama, come un'ape al miele.

Se questo è un giornalista, abile dissimulatore della realtà, fanatico azionista in borsa di dignità e valori da svendere, a cui piace distorcere e ribaltare la vita reale in fiction, e viceversa.

Se questo è un giornalista, muto concessore di ingiustizie e subdoli piani diretti al conformismo di massa e la mancanza di opinione pubblica.

Se questo è un giornalista, senza domande da porre, senza critiche da fare, solo un silenzio servile con cui assordare coscienze e generazioni.

Se questo è un giornalista, educato all'asservimento del padrone, privo di prima e intelligente iniziativa.

Se questo è un giornalista, agile scalatore di macerie sentimentali, esperto distruttore di libere opinioni, adulatore e fedele schiavo di un volere più alto.

Se questo è un giornalista, timido esploratore, pessimo ricercatore di giustizia civile e morale.

Se questo è un giornalista, immobilizzato dagli ordini del suo padrone, lavoratore dipendente specializzato nello svilire la sua professione.

Se questo è un giornalista, burattino assuefatto dai movimenti del burattinaio, diretto ormai a distanza.

Se questo è un giornalista, e il suo silenzio assenso, il suo offensivo mutismo che non ha neanche più bisogno di essere pilotato.

Se questo è un giornalista, carnefice dell'informazione, complice dei peggiori attacchi alla libertà di opinione e di parola.


Considerate se questo è un giornalista.


Meditate che questo è.



 

March 23

metto la testa nella bocca del leone non ho voglia di pensare oggi voglio solo te in tutto e per tutto sempre e per sempre nella gioia nel dolore [amen]

Ho messo le mani in tasca
e ho sputato sulla tavola...

...buon appetito amore mio!


(quando fai la spesa cosa comperi?)
 
parole... soltanto... parole

11 febbraio

Martha dice...


Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno
di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza
per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande
sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà
al raggiungimento
di una
splendida felicita'.
 
Martha Medeiros

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